SCHEDA

  • In natura

  • Difficoltà facile

  • Km 15 di distanza dall’Hotel

  • Trasporto Minibus Garden

  • Abbigliamento leggero (consigliato un cappellino e acqua)

  • Prenotazione Obbligatoria

  • A pagamento

NATURA SELVAGGIA

Un panorama indimenticabile

Come spostarsi di pochissimi KM e immergersi nella natura più incontaminata?

Semplice! Potete venire con noi ad esplorare la Foce del Bevano, con una barca percorreremo il torrente fino a quel paio di km di spiaggia “selvaggia”, lasciata alla natura per permettere al fratino, specie in via d’estinzione, di riprodursi e cercare di sopravvivere.

RISERVA NATURALE

Il fratino è un piccolo giramondo e trampoliere della spiaggia,  ha un corpo piccolo e tozzo, con una testolina tonda dal becco sottile e la caratteristica “mascherina” nera e si aggira veloce tra le dune delle spiagge italiane: avvistare un fratino è un buon segno: significa che ti trovi in un ambiente in buona salute.
E’ incredibile vedere i nostri clienti che si sensibilizzano all’istante e controllano con il binocolo per eventuali persone o pericoli che non dovrebbero essere in giro. Ci fa capire che dobbiamo riproporre l’escursione il prima possibile!

DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA

Partiamo dall’hotel con il nostro MinibusGarden oppure ci seguite con il vostro mezzo e raggiungiamo il Cubo Magico Centro Visite in circa 15 minuti.

Entriamo solo a metà stagione in questa zona protetta rimasta chiusa fino ad ora per tutelare il fratino, specie in via d’estinzione che ha deciso di continuare a nidificare proprio in questo tratto costiero.

Vivremo un itinerario naturalistico a bordo di una imbarcazione elettrica, in prossimità dell’Ortazzo e Ortazzino verso la storica Pineta di Classe, un punto di osservazione privilegiato per godersi tutte le ricchezze della flora e della fauna che abitano la zona fino alla foce del Bevano, uno degli ambienti più selvaggi e di maggiore valore naturalistico della provincia di Ravenna e dell’intero litorale Adriatico.

La Foce del Bevano

L’avifauna è particolarmente ricca: l’area è infatti un centro nevralgico per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici, come il Cavaliere d’Italia, l’Avocetta, gabbiani, sterne e altri uccelli.